
Adagiato sulla sommità di un colle nelle campagne fermane, Moresco è uno dei piccoli gioielli delle Marche.
Il borgo, completamente circondato dalle mura, domina la valle dell’Aso e offre panorami spettacolari che arrivano dal mare Adriatico fino ai Monti Sibillini e al Gran Sasso.
LA TORRE EPTAGONALE
Il simbolo indiscusso di Moresco è la sua Torre Eptagonale, una straordinaria costruzione medievale alta circa 25 metri.
Dalla sommità della torre si apre un panorama eccezionale sulla campagna marchigiana e sulla costa.
Accanto alla torre si trova la Torre dell’Orologio, che sovrasta l’antica porta d’ingresso al borgo.

IL CENTRO STORICO
Entrare a Moresco significa immergersi in un piccolo borgo medievale fatto di vicoli, piazze, mura e scorci panoramici.
Da visitare anche la Chiesa di Santa Maria dell’Olmo, la Chiesa di San Lorenzo e la Chiesa della Madonna della Salute.
Moresco fa parte del circuito dei Borghi più belli d’Italia, riconoscimento che ne conferma il particolare valore storico e paesaggistico.
TRA COLLINE E MARE
La posizione di Moresco permette di vivere contemporaneamente la tranquillità dell’entroterra e la vicinanza alla costa adriatica.
I dintorni sono ideali per passeggiate, escursioni in bicicletta e itinerari alla scoperta dei piccoli borghi fermani.
AREA CAMPER MORESCO
L’area camper si trova ai piedi delle mura del borgo, in una posizione particolarmente suggestiva.
È un’area comunale terrazzata con:
- 15 piazzole camper
- Colonnine per l’allaccio elettrico
- Sistema automatizzato per il controllo degli accessi
- Videosorveglianza
- Illuminazione
- Area dedicata al carico e scarico
- Servizi doccia
- Servizi igienici
PERCHÉ SOSTARE A MORESCO?
Moresco è perfetto per chi cerca una sosta tranquilla, panoramica e ricca di fascino.
Qui basta uscire dal camper per trovarsi ai piedi di un antico borgo medievale, passeggiare tra le mura e raggiungere la Torre Eptagonale per ammirare un panorama che abbraccia colline, montagne e Adriatico.
Un piccolo borgo, un grande panorama e una sosta da ricordare.
